
La Bavisela di Carnevale ha riportato piazza Unità d’Italia al centro della vita cittadina con un evento capace di unire sport, festa e un forte senso di responsabilità collettiva.
La manifestazione ha trasformato il cuore di Trieste in uno spazio aperto e condiviso, animato da famiglie, bambini e gruppi mascherati, dando forma a una partecipazione spontanea e trasversale che ha coinvolto la città ben oltre la semplice camminata.
L’edizione 2026 ha confermato il valore identitario della Bavisela come appuntamento capace di andare oltre l’aspetto ludico e salutare, affermandosi come iniziativa con una chiara finalità solidale e un impatto concreto sul territorio, nel segno della beneficenza e del sostegno a una realtà fondamentale per la comunità.
Gli iscritti alla Bavisela di Carnevale hanno attraversato il centro cittadino con partenza da piazza Unità d’Italia, proseguendo lungo riva Mandracchio e riva 3 Novembre, fino al canale di Ponte Rosso.
Da qui, la camminata ha continuato verso viale XX Settembre, con una sosta presso il centro commerciale Il Giulia, per poi concludersi nuovamente in piazza Unità d’Italia.
Il dress code coloratissimo, “rigorosamente carnevalesco”, ha reso immediatamente riconoscibile l’atmosfera dell’evento anche a chi non ha partecipato in maniera diretta.
Maschere, costumi e gruppi tematici hanno infatti vivacizzato le vie del centro, creando un colpo d’occhio che ha piacevolmente coinvolto tutti.
La presenza della Banda Berimbau e del gruppo Ritmocentro con il format Drum Circle hanno aggiunto festosità lungo i punti salienti del tragitto, rendendo la camminata un’esperienza di puro divertimento.
La Bavisela di Carnevale è stata presentata e animata da Igor Damilano che, in presenza dell’assessore comunale Massimo Tognolli, ne ha prima dato il via e, poi, mantenuto viva l’atmosfera sino ai momenti conclusivi.
Per l’occasione, il presentatore ha scelto di travestirsi da Sulley, il celebre mostro azzurro a pois rosa di Monsters, perfettamente in linea con lo spirito carnevalesco.
Una scelta che ha contribuito a rafforzare il clima di festa e a creare un immediato coinvolgimento, soprattutto tra i più piccoli.
La sua conduzione, costante e riconoscibile lungo tutta la mattinata, ha dato ritmo all’evento e continuità alle diverse fasi della Bavisela di Carnevale.
Trieste ha potuto accarezzare il significato più profondo di un’esperienza collettiva solidale aperta a tutti, capace di concentrare divertimento e cuore per il bene dei bambini.
La Bavisela di Carnevale ha confermato anche in questa edizione una partecipazione ampia e trasversale, capace di coinvolgere famiglie, bambini, gruppi mascherati e semplici appassionati della camminata.
Tra l’edizione natalizia e quella in costume, le iscrizioni complessive hanno raggiunto quota 1.300 partecipanti, un dato che testimonia la crescita costante della manifestazione e il suo forte radicamento nel tessuto cittadino.
La maratona si conferma così come uno degli appuntamenti più partecipati del calendario cittadino, capace di unire attività motoria, socialità e spirito carnevalesco, che in questa edizione ha visto come primi arrivati Silvia Cettina, con il suo border collie Lola, Dario Gasparo ed Erica Centomo.
Il valore della Bavisela di Carnevale non si esaurisce nell’aspetto festivo e partecipativo, ma trova una delle sue espressioni più importanti nella dimensione solidale.
Grazie alle iscrizioni raccolte, l’edizione 2026 ha permesso di devolvere 6.949 euro alla Fondazione Burlo Garofolo, a sostegno dell’Ospedale Infantile di Trieste.
La donazione di 6.949 euro è stata effettuata con la consegna dell’assegno da parte del presidente della Trieste Atletica Pompeo Tria, della presidente dell’Apd Miramar Francesca Stefani e del suo predecessore Emilio Porto, al presidente della Fondazione Burlo Garofalo Gabriele Cont.
Un gesto che ribadisce la vocazione solidale della manifestazione e il suo legame con il territorio, confermando la Bavisela di Carnevale come un evento capace di trasformare una camminata cittadina in un aiuto concreto per una realtà fondamentale per la comunità triestina.
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